B-Lime, il futuro dell’edilizia

B-Lime, un’innovazione che promette davvero di rivoluzionare il mondo delle costruzioni. Lo studio è nato dalla visione di un imprenditore italiano, Paolo Sabatini, fondatore di B-Mat, una start-up che ha sposato la ricerca di Admir Masic, scienziato ed uomo di livello elevatissimo, abituato alle sfide e soprattutto a vincerle.

Il calcestruzzo è il materiale più usato dall’essere umano. Si stima che ogni anno il valore dell’intero mercato tra produzione e rivendita superi i 650miliardi di euro. Eppure ad un occhio poco attento potrebbe sembrare semplicemente un mix di materiali grigi e senza vita, ma non è così. Oltre ad avere una storia millenaria che si pensa addirittura risalga all’antico Egitto, il calcestruzzo nei secoli attraverso le mani dell’uomo, ha subito evoluzioni, miglioramenti ed in vari momenti storici, ha anche sorpreso architetti ed ingegneri. 

Come nel caso di B-Lime, un’innovazione che promette davvero di rivoluzionare il mondo delle costruzioni. Lo studio è nato dalla visione di un imprenditore italiano, Paolo Sabatini, fondatore di B-Mat, una start-up che ha sposato la ricerca di Admir Masic, scienziato ed uomo di livello elevatissimo, abituato alle sfide e soprattutto a vincerle. Assieme definiscono la ricetta perfetta, un calcestruzzo la cui produzione genera il 20% in meno di inquinamento, promette di dimezzare i costi di produzione e soprattutto, capace di autoripararsi. Avete letto bene.

Alla base di questa scoperta, c’è lo studio del cemento usato dai romani per le loro costruzioni. Non è un caso infatti, che determinate opere siano arrivate ai giorni nostri in così buone condizioni, nonostante in alcuni casi superino i 2000 anni di storia. Nel caso di B-Lime, svolge un ruolo fondamentale l’acqua, elemento famoso per essere il peggio nemico del calcestruzzo stesso, perché penetrando in crepe ed aperture lo danneggia in modo irreparabile causando spesso indebolimento e crolli. In questo caso però, proprio la capacità dell’acqua di penetrare ovunque viene sfruttata per attivare determinate componenti chimiche all’interno della mescola rivoluzionaria di B-Lime, che a contatto con l’acqua creano una vera e propria azione riparatoria, saldando in qualche modo la crepa, e restituendo alla struttura non solo la solidità originale, ma forse addirittura rinforzandola ulteriormente. 

Da ormai qualche mese Sabatini ed il suo team, sono ospiti fissi ad eventi di settore e non solo, ed il loro prodotto sta effettivamente riscuotendo un grande successo soprattutto tra i player più importanti del mercato. Ma è giusto sottolineare oltre che l’aspetto commerciale, la bontà del progetto anche sul piano della sostenibilità, aspetto che Sabatini ha tenuto più volte a specificare:   “Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo definisce la sostenibilità come un driver di progresso che deve poggiare su tre pilastri: la sostenibilità economica, sociale e ambientale. Oggi il calcestruzzo integra i primi due di questi bisogni”, ricorda Sabatini.  “DMAT si concentra sul terzo, sviluppando tecnologie che rendono più green e longevo uno dei prodotti più indispensabili alla società contemporanea. La sua competitività economica e accessibilità globale sono già un dato di fatto. Noi lavoriamo ogni giorno per farne un materiale sostenibile al 100%”.